Fase 2 – Spostamenti persone

Al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID – 19, a partire dal 4 maggio e sino al 17 maggio 2020, sull’intero territorio nazionale saranno ancora contingentati gli spostamenti secondo le prescrizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che ricalcano i contenuti del precedente D.P.C.M. del 10 aprile 2020 introducendo rilevanti modifiche.

Gli spostamenti delle persone fisiche, nel suindicato arco temporale, saranno infatti possibili, ma ancora solo ed esclusivamente se giustificati da comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e situazioni di necessità.

Relativamente a quest’ultima casistica, viene introdotta una novità rispetto alla normativa precedente, prevedendo espressamente che si considerano necessari, e pertanto giustificati, con alcune disposizioni precauzionali, gli spostamenti per incontrare i congiunti.

In particolare, dovranno essere rispettati il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di utilizzare le protezioni delle vie respiratorie.

Come chiarito con FAQ e circolare del Ministero dell’Interno del 2 maggio 2020 nella definizione di congiunti, come ricavata dal quadro normativo e giurisprudenziale, rientrano: i coniugi, i rapporti di: parentela fino al sesto grado (per es. figli dei cugini fra di loro), affinità fino al quarto (per es. i cugini del coniuge), unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti.

Quanto agli spostamenti o ai trasferimenti delle persone fisiche in una regione diversa, gli stessi sono permessi, con ogni mezzo di trasporto, sia esso pubblico o privato, esclusivamente per compravate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, nonché per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, sempre, nel rispetto delle disposizioni per il rientro dei corregionali emesse dalle singole Regioni.

Resta fermo il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus e viene introdotto – in luogo della precedente raccomandazione – l’obbligo di rimanere presso il proprio domicilio limitando al massimo i contatti sociali e contattando il proprio medico curante per le persone con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C).

Permane, su tutto il territorio nazionale, il divieto generale di assembramento e, quindi, l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone.

La giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita con autocertificazione (anche resa seduta stante) e con le modalità consentite (esibizione di adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

Il mancato rispetto delle norme limitative degli spostamenti e dell’obbligo di permanenza domiciliare per soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è punito, ai sensi dell’art. 4 del D.L. 25.03.20, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 aumentata sino ad un terzo se la violazione avviene con l’utilizzo di un veicolo; mentre per la violazione dell’obbligo della quarantena si applica l’arresto da 3 a 18 mesi ed il pagamento di un’ammenda da 500 a 5000 euro.

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